Tartufo

e Territorio

  • Umbria

    LVDT si trova in Umbria, una regione conosciuta come il cuore verde d’Italia, grazie ai suoi paesaggi rigogliosi, alle foreste secolari e alla natura incontaminata che la caratterizza.

    paesaggi
    incontaminati


    ecosistema
    naturale


    tartufo
    pregiato

    Questo territorio unico, ricco di biodiversità e tradizioni antiche, è immerso in una cornice di colline, boschi e vallate, dove l’equilibrio tra uomo e natura è ancora profondamente rispettato. Proprio qui, circondata da una straordinaria varietà di alberi come querce, lecci, pioppi e noccioli, LVDT ha trovato il suo habitat ideale.

    Questa abbondanza di vegetazione, unita alla presenza costante di fonti d’acqua pura, crea le condizioni perfette per la crescita spontanea del tartufo, rendendo l’Umbria la più estesa e rinomata area di raccolta di tartufi in Italia. In questo ambiente naturale e generoso crescono numerose specie di tartufo, dal pregiato tartufo bianco al più intenso tartufo nero, passando per varietà stagionali come il bianchetto e il nero estivo. Ogni esemplare racchiude in sé il profumo e la ricchezza del territorio, offrendo un’esperienza gastronomica autentica e profondamente legata alle radici umbre.

  • Tartufo

    Che cos’è esattamente il tartufo? Appartenente alla famiglia dei funghi, il tartufo è un fungo molto particolare che cresce sotto terra, spesso nascosto fino a una profondità di 30 centimetri.

    Predilige i climi temperati e il suo sviluppo è strettamente legato all’ambiente circostante. Infatti, il profumo caratteristico di ogni tartufo dipende proprio dalle proprietà del terreno in cui cresce.

    Questo aroma inconfondibile non è soltanto un piacere per il palato umano: svolge un ruolo fondamentale in natura. I tartufi utilizzano il loro intenso profumo per attirare gli animali, che, scavandoli e consumandoli, contribuiscono a diffondere le spore e quindi a garantire la sopravvivenza della specie.

    • Ricco di proteine

    • 80% Acqua

    • Privo di colesterolo

    • Ricco di antiossidanti

    • povero di grassi (1-6%)

    Nel mondo si conoscono 63 specie di tartufo.

    Di queste, 23 crescono in Italia, ma solo 9 sono considerate commestibili e adatte all’uso gastronomico. In passato, l’uomo si affidava ai maiali per la ricerca dei tartufi, grazie al loro finissimo olfatto. Con il tempo, però, i cercatori hanno cominciato a preferire i cani, che si addestrano più facilmente e, soprattutto, non mangiano i tartufi una volta trovati, rendendoli così compagni ideali per la cerca moderna.

    Tartufo bianco
    Tuber magnatum Pico

    È il Tartufo per eccellenza, il più pregiato e conosciuto in tutto il mondo per le sue caratteristiche: l’intenso profumo che emana e il gusto estremamente delicato. Di colore giallo ocra, presenta una scorza liscia ed una polpa color nocciola con sottili venature bianche.

    PERIODO DI RACCOLTA: da fine settembre al 31 dicembre.

    PIANTE SIMBIOTICHE: quercia, pioppo, salice, tiglio, nocciolo, carpino nero, roverella, ginepro, ginestra e spino.


    Tartufo nero pregiato
    Tuber melanosporum Vittad.

    Il più importante tra i Tartufi Neri, conosciuto anche come Tartufo Nero di Norcia o Tartufo Nero Dolce. Il suo profumo e il suo sapore dolciastro lo distinguono dagli altri Tartufi Neri. Presenta un peridio (Scorza) ruvido di color nero opaco e una polpa con venature bianche.

    PERIODO DI RACCOLTA: dal 1 dicembre al 15 marzo.

    PIANTE SIMBIOTICHE: cerro, roverella, leccio, nocciolo, tiglio, cisto e carpino nero.


    Tartufo bianchetto
    Tuber albidum Pico

    Questo Tartufo primaverile è considerato il “cugino minore” del Tartufo Bianco per la loro somiglianza nell’aspetto esteriore, tuttavia sono estremamente diversi e nettamente riconoscibili.
    Presenta una scorza liscia di color giallo ocra / aranciato, un profumo agliaceo e una polpa di colore rosso bruno scuro con grossolane vene bianche.

    PERIODO DI RACCOLTA: dal 15 gennaio al 15 aprile.

    PIANTE SIMBIOTICHE: quercia, pioppo, faggio, tiglio, nocciolo, salice, pino, carpino, cedro, ginepro e abete.


    Tartufo nero estivo
    Tuber aestivum Vittad.

    È il Tartufo di maggior utilizzo nella tradizione culinaria Italiana, e quello che si trova in maggior quantità.
    Il suo peridio di colore nero presenta una corteccia molto verrucosa da cui deriva anche il nome “Scorzone Estivo”.
    Ha un profumo ed un gusto delicati, solari come la stagione in cui si sviluppa.

    PERIODO DI RACCOLTA: dal 1 giugno al 31 agosto.

    PIANTE SIMBIOTICHE: quercia, carpino, nocciolo, pino.

  • Truffle Hunting

    La caccia al tartufo è una tradizione dalle radici antichissime, ma solo negli ultimi trent’anni ha conosciuto una crescente popolarità. Nonostante la sua fama in espansione, resta un’attività complessa e affascinante, che richiede tempo, conoscenza e, soprattutto, una vera passione per la natura.

    Il tartufo è un fungo ipogeo appartenente al genere Tuber, che cresce nascosto sotto terra, spesso nei boschi più remoti. Trovarlo non è affatto semplice: ci vogliono esperienza, pazienza e un legame profondo con il territorio.

    Il primo passo per diventare un bravo tartufaio è conoscere il territorio. Leggere il paesaggio, osservare i boschi, riconoscere i segnali: tutto questo fa la differenza. Ma non tutto si può imparare dai libri. I veri segreti della cerca si tramandano da generazioni, come preziosi tesori di famiglia. Ecco alcune “pillole” che solo i più esperti conoscono:

    • Alcuni alberi, come querce, noccioli, pioppi e salici, sono particolarmente favorevoli alla crescita del tartufo. Il tipo di radice può persino influenzarne il profumo.
    • La luna gioca un ruolo fondamentale: i suoi cicli influenzano le falde acquifere, che sono essenziali per la nascita del tartufo.
    • I tartufi crescono soprattutto in zone temperate, su colline o montagne, e prediligono terreni alcalini, con un pH compreso tra 7,5 e 8,3.

    Nessuna cerca è possibile senza un cane da tartufo ben addestrato. Questi straordinari animali sono in grado di riconoscere l’odore del tartufo anche sotto terra, scavando con precisione nel punto esatto in cui si trova. L’addestramento richiede costanza, cura e premi: ogni tartufo trovato va festeggiato con un piccolo premio, per rafforzare la motivazione del cane. Tra le razze più indicate per la cerca troviamo il Lagotto Romagnolo, il Bracco, il Pointer e il Cocker Spaniel, noti per intelligenza, affetto e fiuto eccezionale.

    La caccia al tartufo non è solo avventura e istinto: è un’attività regolamentata. Per poter uscire alla ricerca dei tartufi è obbligatoria una licenza nominativa, e ottenerla non è solo una formalità. Il corso per il rilascio della licenza insegna competenze tecniche ma anche valori fondamentali:

    • Rispetto per l’ambiente e per l’ecosistema del bosco
    • Cura e attenzione per il cane da tartufo
    • Rispetto del calendario di raccolta per garantire la sostenibilità

    La caccia al tartufo è molto più di un passatempo rurale: è un rituale che unisce natura, tradizione, scienza e intuito. Che tu sia alle prime armi o stia portando avanti l’eredità di famiglia, ogni uscita nel bosco è un’avventura scritta nella terra.